Addio, Maestro
Sit tibi terra levis
Uno scrittore ha in sorte una piccola voce pubblica. Può usarla per fare qualcosa di più che la promozione delle sue opere. Suo ambito è la parola, allora gli spetta il compito di proteggere il diritto di tutti a esprimere la propria.Lo scrittore si chiama Erri De Luca. Io sto con la libertà di espressione. Io sto con Erri.
Accorse di furia una vettura, che, poco dopo, scappò via di galoppo, verso l'ospedale di Sant'Antonio. E un groviglio di gente furibonda passò vociando davanti al chiosco e si allontanò verso Piazza delle Terme. Altra gente però era rimasta lì, sul posto, a commentare animatamente il fatto, e Papa-re, con gli orecchi tesi, non si moveva, temendo che la bimba mettesse qualche strillo. Poco dopo, uno dei camerieri del caffè venne a comperare un sigaro al chiosco.La bocca sdentata del povero vecchio nasconde il suo imbarazzo, e il suo terrore che scoprano che al posto dello scaldino c'è adesso una neonata che, beatamente, dorme sulle sue ginocchia. Si legge, fra le righe della novella, quello che il Padre dirà anni dopo nei "Sei personaggi in cerca d'autore" (1920) quando, descrivendo al Capocomico l'orrore provato nel trovare la Figliastra dove non doveva essere, e dove lui era andato a cercare amore, dice:
- Eh, Papa-re, hai visto che straccio di tragedia?
- Ho... inteso... - balbettò.
- E non ti sei mosso? - esclamò ridendo il cameriere.
- Sempre col tuo scaldino, eh? Col mio scaldino, già... - disse Papa-re, curvo, aprendo la bocca sdentata a uno squallido sorriso.
Signore, ciascuno - fuori, davanti agli altri - è vestito di dignità: ma dentro di sé sa bene tutto ciò che nell'intimità con se stesso si passa, d'inconfessabile.Anche Papa-re freme. Non prova orrore per sé, ma di quello che potrebbero dire di lui, o meglio, scoprire in lui. Continua a fingere disinteresse, ed è disposto a subire lo scherno del cameriere che va a comprare da fumare, pur di nascondere quello che è veramente. Non una cattiva persona, né uno con gli scheletri nell'armadio, ma solo un povero e buon vecchio. Rosalba gli ha affidato la bimba non voluta perché, nella sua compartecipazione di sentimenti, è stata l'unica a cogliere in Papa-re un tratto di umanità che né lei, né Cesare, né la nipotina hanno, quest'ultima sembrando quasi un automa, un orologio svizzero privo di emozioni che fa semplicemente il suo dovere.
Liberi, sentirsi liberi
forse per un attimo è possibile
ma che senso ha se è cosciente in me
la misura della mia inutilità.
Per ora rimando il suicidio
e faccio un gruppo di studio
le masse, la lotta di classe, i testi gramsciani
far finta di essere sani.
Il dramma per me è tutto qui, signore: nella coscienza che ho, che ciascuno di noi - veda - si crede "uno" ma non è vero: è "tanti", signore, "tanti", secondo tutte le possibilità d'essere che sono in noi: "uno" con questo, "uno" con quello - diversissimi! E con l'illusione, intanto, d'esser sempre "uno per tutti", e sempre "quest'uno" che ci crediamo, in ogni nostro atto. Non è vero! non è vero! Ce n'accorgiamo bene, quando in qualcuno dei nostri atti, per un caso sciaguratissimo, restiamo all'improvviso come agganciati e sospesi: ci accorgiamo, voglio dire, di non esser tutti in quell'atto, e che dunque una atroce ingiustizia sarebbe giudicarci da quello solo, tenerci agganciati e sospesi, alla gogna, per una intera esistenza, come se questa fosse assommata tutta in quell'atto!Bibliografia
E pregano piuttosto alla stella di Afrodite, che chiamano Koubar, e nelle loro implorazioni gridano "Alla wa Koubar", che significa "Dio e Afrodite". Poiché chiamano Dio "Alla" e "wa" lo usano come congiunzione, e chiamano la stessa "Koubar" e così dicono "Alla wa Koubar". (Costantino Porfirogenito, De Administrando Imperio 14)Costantino Porfirogenito aveva frainteso la frase araba Allahu akbar, ovvero "Dio è grande". Questa idea non era nuova, ma derivava da un errore di traduzione che aveva fatto Giovanni Damasceno, teologo originario di Damasco vissuto fra il VII e VIII secolo. Una delle parti della sua monumentale opera, conosciuta come La fontana della sapienza, si intitolava Riguardo alle eresie, il cui centotredicesimo capitolo trattava della Eresia degli ismaeliti, ovvero degli arabi, ritenuti discendenti di Ismaele, figlio maggiore di Abraamo e della sua chiava Agar. In quella che sembra sia una delle più antiche confutazioni dell'Islam, fu il primo ad affermare che adorassero Afrodite o Venere, che essi avrebbero chiamato Khaber o Chaber.
Il fanatismo è più antico dell'Islam, del cristianesimo, dell'ebraismo, più antico di ogni stato o governo (Amos Oz, Contro il fanatismo)La trovo illuminante. E' facile associare la religione al concetto di estremismo. Ovviamente, i cristiani sono altrettanto responsabili, con le Crociate e la Santa Inquisizione, con i terroristi di Settembre Nero, o più recentemente di Al Qaida. E nessuno nega che la componente religiosa abbia un suo peso. Ma è semplicistico affermare che la causa scatenante sia la religione. Quasi nessun credo incoraggia all'odio e alla mancanza di rispetto, semmai è usato come movente e giustificazione per cristallizzare la paura e l'odio per il diverso.
Questa storia è la nostra storia, spero che la leggerai e ci capirai come noi capiamo te, sperando di vederti fuori e in pace.Ovviamente Oz è stato attaccato da molti, specialmente da elementi della destra israeliana. Può un gesto di buona volontà avere senso? Criticandolo, chi si è dimostrato realmente fanatico?
"Se qualcheduno vuole entrare nelle nostre file, se vuole accettare il mio modesto programma, se vuole trasformarsi e diventare progressista, come io posso respingerlo?"Da quella frase pronunciata nell'autunno 1882, nasce il termine "trasformismo", ovvero quel modo italiano di sapersi opportunisticamente adattare. Fenomeno poi continuato e perfezionato da Crispi e Giolitti, che riescono a farlo passare per spirito progressista. Il periodo post-fascista e poi la nascita della Seconda Repubblica dopo Tangentopoli hanno semplicemente riaffermato questo costume in cui l'abilità si misura nella capacità di saltare da una posizione all'altra, piuttosto che nella coerenza.
Io sono un uomo nuovo
talmente nuovo che è da tempo che non sono
neanche più fascista
... qualche anno fa nell'euforia mi sono sentito
come un po' tutti socialista
Il conformista
è uno che di solito sta sempre dalla parte giusta
... è un uomo a tutto tondo che si muove senza consistenza,
il conformista s'allena a scivolare dentro il mare della maggioranza
... sono pacifista
ero marxista-leninista
e dopo un po' non so perché mi son trovato cattocomunista.
Io chiesa, nobili e terzo stato sempre ho fregato solo per me
Si può leggere in francese, e si può leggere benissimo anche in italiano, senza alterar di modo il senso. Dico, almeno della sua e della nostra italianità. CHE MISERIE.Pirandello era un purista, o addirittura uno xenofobo? Per lui che aveva studiato a Bonn e la cui opera avrebbe avuto una diffusione di carattere internazionale, parlare di xenofobia sembra eccessivo. Ma se inquadriamo la sua difesa nel sentimento comune degli italiani di quell'epoca, possiamo capire (anche se non del tutto condividere) la sua scelta.
Oggi lo scaricamento (=download) dalla Interrete (=Internet) era lento, forse dipende dal mio calcolatore (=computer). Farò una prova dalla mia tavoletta (=tablet), altrimenti dovrò riavviare il mio instradatore (=router), e nell'attesa potrò sorseggiare un po' di acquavite (=whiskey) con ghiaccio.La famosa canzone patriottica "La leggenda del Piave", conosciuta ai più come "La canzone del Piave", concludeva ognuna delle sue quattro strofe con la parola "straniero". Un suo famoso verso riassume bene il sentimento di chi vorrebbe un italiano neopuro:
Il Piave mormorò "Non passa lo straniero!"Risponderebbe Totò: "Itangliani si nasce. And I was born, modestamente!".
"Il dramma per me è tutto qui, signore: nella coscienza che ho, che ciascuno di noi—veda—si crede «uno» ma non è vero: è «tanti», signore, «tanti», secondo tutte le possibilità d'essere che sono in noi: «uno» con questo, «uno» con quello—diversissimi! E con l'illusione, intanto, d'esser sempre «uno per tutti», e sempre «quest'uno» che ci crediamo, in ogni nostro atto. Non è vero! non è vero! Ce n'accorgiamo bene, quando in qualcuno dei nostri atti, per un caso sciaguratissimo, restiamo all'improvviso come agganciati e sospesi: ci accorgiamo, voglio dire, di non esser tutti in quell'atto, e che dunque una atroce ingiustizia sarebbe giudicarci da quello solo, tenerci agganciati e sospesi, alla gogna, per una intera esistenza, come se questa fosse assommata tutta in quell'atto!" (Sei personaggi)
E tu, lenta ginestra,Approfondimenti
... anche tu presto alla crudel possanza
soccomberai del sotterraneo foco,
che ritornando al loco
già noto, stenderà l'avaro lembo
su tue molli foreste. E piegherai
sotto il fascio mortal non renitente
il tuo capo innocente:
ma non piegato insino allora indarno
codardamente supplicando innanzi
al futuro oppressor; ma non eretto
con forsennato orgoglio inver le stelle
... ma più saggia, ma tanto
meno informa dell'uom
(La ginestra)
“Lei e Lei”. (dall’album Parsifal). Il brano parla di un amore lesbico dal
punto di vista di un uomo che sii vede rubata la moglie o la fidanzata
dall’altra lei. Un tema scabroso (per l’epoca) affrontato con poesia e da un
punto di vista unico. Valerio fa dire al lui : “Lei era amica anche mia sapeva cosa
dirti quando tu senza ragione eri contro di me. No, non nascondo che io a volte ero
turbato un po' da lei forse la desiderai” e poi alla fine quando realizza che la sua donna se ne va con
quell’altra donna da lui ammirata, desiderata e che gli provocava più di un
turbamento gli fa dire: “Sai, fu l'abisso per me la sera che dicesti
"vattene" in calma più che mai. Ma ciò che poi mi ferì di più fu
quando chiesi: "Ma perché, per chi?". Guardai
dietro a te in un sorriso c'era lei, in silenzio vi guardai ciò che
vuoi, ma questo mai.”“Al mondo c'è meno luce, per vedere le cose. Quando muore un poeta gli uccelli hanno una traiettoria in meno tra quelle possibili,e non se ne accorgono. Quando muore un poeta il male sorride felice di aver perso un' avversario. Quando muore un poeta/la mia vita è più piccola la mia speranza più lieve.” (Alda Merini)
Una volta all'anno ciascuno dei Neuri si trasforma in lupo per pochi giorni, poi di nuovo riprende il proprio aspetto. Di questa storia non riescono davvero a convincermi, nondimeno la raccontano, e giurano di dire la verità. (Storie, Libro IV, 105)Nella Roma antica si narra di uomini trasformatisi in lupi, e Plinio il Vecchio ne riportò "scientificamente" due casi nella sua Storia naturale. Galeno, il cui punto di vista influenzò la medicina fino al Rinascimento, parla di questa "malattia" chiamandola "morbo lupino o canino", e ne descrisse una possibile cura nella sua Ars medica. Fino al Medioevo, quando la questione, diventata ormai quasi una forma di isteria collettiva, fu ritenuta così seria al punto che migliaia sembra siano stati messi al rogo con l'accusa di licantropia.
Impariamo a rispettare gli altri popoli: ogni uomo è creato a immagine divina, anche se se lo dimentica continuamente (Una storia di amore e di tenebra)Ricordare più spesso che in fondo apparteniamo tutti alla stessa specie, scientificamente parlando, sarebbe un ottimo detterrente contro la deriva delle idee che hanno portato alla persecuzione e uccisione sistematica di chi era diverso durante il periodo nazi-fascista, e alle quali gli stupidi nostalgici dei bei tempi andati tentano di dare nuova linfa. Quanto spesso ci rendiamo conto che homo hominis lupus, e senza alcun bisogno di credere nella licantropia!
Prima vennero per i comunistiQueste parole di Niemhöller, scritte in relazione all'atteggiamento lassista dei tedeschi durante il nazismo, ci fanno riflettere su come sia facile cadere nel laccio del "menefreghismo", oggi così suadente e diffuso. Non è per niente difficile ragionare anche oggi con le parole di Niemhöller. Purtroppo, non lo è.
e io non alzai la voce
perché non ero un comunista.
Poi vennero per i socialdemocratici
e io non alzai la voce
perché non ero un socialdemocratico.
Poi vennero per i sindacalisti
e io non alzai la voce
perché non ero un sindacalista.
Poi vennero per gli ebrei
e io non alzai la voce
perché non ero un ebreo.
Poi vennero per me
e allora non era rimasto nessuno
ad alzare la voce per me.
"Questa cassa ... mi costa più di vent'onze. Bella, la vedi. Per la sant'anima, capirai, non ho badato a spese. Ma ora che la comparsa è fatta. Che se ne fa più la sant'anima di questa bella cassa sottoterra? Peccato sciuparla ... Facciamo così. Caliamo la sant'anima pulitamente con quella di zinco, che sta dentro; e questa me la riponi: servirà anche per me. Uno di questi giorni, sull'imbrunire, manderà a ritirarla.La cassa gli servirà poco dopo, quasi "chiamandoselo", narra Pirandello, quando muore durante una discussione col macellaio Dolcemascolo, al quale il suo cane aveva rubato delle salsiccie. Ma chissà quante volte anche noi abbiamo pensato di "riporre" qualcosa per riusarlo o riciclarlo. Una bella scatola trasformata in contenitore di oggetti, un nastro colorato che legava un regalo, un vecchio orologio ereditato da qualcuno, una busta della spesa che diviene sacchetto di immondizia. Siamo stati noi a scegliere di "riporre" o è stato l'oggetto a influenzare la nostra scelta?
"Quel terremoto è passato; anche quest'altro è passato: terremoto perpetuo è rimasta la mia vita"Quasi una sorta di transfert, stavolta non di un oggetto ma di un evento, che ha cambiato totalmente la sua esistenza. Certo, non possiamo controllare né gli eventi né gli oggetti che ci circondano, ma dobbiamo ricordarci che non saremo noi ad influenzare il nostro ambiente, ma viceversa.
